{"id":1414,"date":"2018-01-22T15:51:48","date_gmt":"2018-01-22T15:51:48","guid":{"rendered":"http:\/\/asean.spaziomarketing.com\/?p=1414"},"modified":"2021-03-14T10:52:15","modified_gmt":"2021-03-14T10:52:15","slug":"asian-development-bank-intervista-e-letta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/stage.itasean.org\/en\/asian-development-bank-intervista-e-letta\/","title":{"rendered":"Asian Development Bank: intervista E. Letta"},"content":{"rendered":"<div class=\"container inner-relative-wrapper\"><div class=\"row section-theme-padding\"><div class=\"row-cols-wrap vc_row wpb_row vc_row-fluid\">\n\n<div class=\"wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12\"><div class=\"vc_column-inner\"><div class=\"wpb_wrapper\">\n\t<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element\" >\n\t\t<div class=\"wpb_wrapper\">\n\t\t\t<p><b>D<\/b><b>opo l\u2019elezione di Trump e il ritiro americano dai negoziati per il Partenariato Trans-Pacifico (TPP) \u00e8 iniziata una nuova fase per le relazioni commerciali tra ASEAN e Stati Uniti. La strategia americana, archiviata la possibilit\u00e0 di siglare un accordo di libero scambio con gli 11 Paesi dell\u2019Associazione, punta infatti a proseguire solo sulla strada dei rapporti bilaterali con i singoli Stati dell\u2019area. Che cosa significa questo per il commercio mondiale?<\/b><\/p>\n<p>Il commercio mondiale si alimenta di tutti quegli accordi che tendono a ridurre le barriere tariffarie e non-tariffarie e ad aumentare gli standard di protezione dell\u2019ambiente, dei consumatori, dei lavoratori e della propriet\u00e0 intellettuale. Il problema \u00e8 che ogni accordo fa storia a s\u00e9 e si rischia di creare un mondo di regole tutte diverse e impossibili da capire, soprattutto per le piccole e medie imprese. Gli accordi multilaterali o region-to-region, seppur pi\u00f9 difficili da negoziare e spesso, per forza di cose, meno ambiziosi, creano per\u00f2 dei golden standard che influenzano anche gli altri attori del panorama mondiale. Due piccoli, ma significativi esempi sono le produzioni di carni non trattate con gli ormoni da parte dell\u2019Argentina, per accedere alla quota europea 481, e quelle cinesi di cosmetici per il mercato europeo. Questi sono solo due dei tantissimi miracoli che l\u2019Unione Europea, la prima vera area di libero scambio al mondo, ha prodotto, anche al suo esterno. Un accorINTERVISTA Intervista al Presidente dell\u2019Associazione Italia-ASEAN, Enrico Letta D do bilaterale, ad esempio tra Italia e Spagna, non sarebbe mai arrivato a risultati di questo genere. I consumatori italiani e spagnoli si sarebbero dovuti accontentare di meno scelta, in questi casi in termini di cosmetici e di carni, oppure avrebbero dovuto accettare prodotti poco sicuri per la salute. Diverso \u00e8 il caso degli accordi bilaterali tra colossi, come sarebbe potuto essere il TTIP tra UE e USA. Ma anche qui l\u2019amministrazione Trump sembra abbia chiaramente scelto di non procedere. In sostanza possiamo dire che la scelta americana di rinunciare al TPP far\u00e0 male agli Stati Uniti e, solo marginalmente, al commercio mondiale. Il TPP-11, ovvero nella versione senza gli USA, sta andando avanti. Inoltre, tutti i Paesi coinvolti stanno gi\u00e0 trattando da soli, o nei lori rispettivi raggruppamenti regionali, con l\u2019Unione Europea o con la Cina (UE-ASEAN, UE-MERCOSUR, o il RCEP tra ASEAN, Australia, Cina, Corea del Sud, India, Giappone e Nuova Zelanda).<\/p>\n<p><b>In questo contesto quali sono le opportunit\u00e0 che potrebbero aprirsi per l\u2019Europa e, nello specifico, per l\u2019Italia? Ritiene che il negoziato Paese-Paese sia una strategia destinata a (ri)prendere piede, sulla scorta della scelta americana?<\/b><\/p>\n<p>Dal punto di vista negoziale non esiste nessun cambiamento di prospettiva per l\u2019Italia. La politica commerciale per fortuna \u00e8 una competenza esclusiva dell\u2019Unione Europea e non esiste ragione alcuna per cambiare lo stato delle cose, anzi\u2026 Per quanto riguarda, invece, le opportunit\u00e0 per l\u2019Europa, si aprono delle autostrade. La vera difficolt\u00e0 sar\u00e0 imboccarle con la giusta decisione, che ci permetta di cogliere questa epocale occasione. L\u2019accelerazione che hanno avuto i negoziati con Canada e Giappone e il fatto che dopo anni di stallo si siano riaperte le discussioni con ASEAN e MERCOSUR sono il segnale che l\u2019Europa \u00e8 considerata un partner di primissimo livello dal punto di vista commerciale e che, in assenza degli Stati Uniti dalla scena, l\u2019UE diventa il campione mondiale del free and fair trade. Per quanto riguarda la possibilit\u00e0 dei negoziati Paese-Paese, che per noi \u00e8 UE-Paese terzo, ribadisco l\u2019importanza del pragmatismo e del portare a casa il risultato. La lista delle priorit\u00e0 dovrebbe partire dai negoziati multilaterali, poi quelli regionali e in ultima istanza quelli bilaterali. Fare piccoli passi, per\u00f2, \u00e8 sempre meglio di non farne.<\/p>\n<p><b>Nel 2016 le esportazioni italiane in ASEAN sono state pari a 7,2 miliardi di euro, un valore ancora limitato rispetto alle potenzialit\u00e0 dell\u2019area. Secondo alcune stime dell\u2019Asian Development Bank (ADB), nel 2018 le economie dei Paesi membri dell\u2019Associazione cresceranno a un tasso del 5,1%.<\/b><b>Quali sono gli Stati che possono offrire maggiori opportunit\u00e0 alle aziende italiane? E i settori pi\u00f9 promettenti per le nostre imprese?<\/b><\/p>\n<p>Il potenziale italiano cresce a una velocit\u00e0 maggiore rispetto alla crescita economica dell\u2019area. Il brand Italia \u00e8 un fattore determinante per fare da traino a tutto il Sistema Paese. Va per\u00f2 tenuto bene in considerazione che la brand awareness del made in Italy non \u00e8 ai livelli a cui siamo abituati, per esempio in Nord e Sud America, nell\u2019area ex CSI o in Medio Oriente. Inoltre, l\u2019ASEAN per quanto si provi a considerarlo nel suo insieme, \u00e8 ancora un raggruppamento di Stati abbastanza eterogeneo. Nell\u2019ultimo report dell\u2019EU-ASEAN Business Council sul sentiment delle imprese europee nel sud-est asiatico, si vede chiaramente che ci si dirige verso ciascuno dei dieci Paesi per delle ragioni specifiche. A Singapore, per esempio, si va per la facilit\u00e0 di fare business, la semplicit\u00e0 delle norme, le infrastrutture materiali e immateriali efficienti e la sua rilevanza logistica e finanziaria; all\u2019opposto, si scelgono le Filippine per questioni giuslavoristiche e di basso costo del lavoro. Per quanto riguarda i settori pi\u00f9 promettenti, sposo solo parzialmente la versione del Ministro degli Esteri indonesiano, che abbiamo incontrato a ottobre. Il Ministro Marsudi ci consigliava di concentrarci sulle tre \u2018f\u2019 della creativit\u00e0: fashion, food e furniture. E\u2019 chiaro che design, moda e agroalimentare sono i migliori ambasciatori del brand Italia, ma questi comparti devono essere il grimaldello per aprire i mercati emergenti anche per tutto il resto del Sistema Paese. Non possiamo ignorare che siamo tra i migliori al mondo nella costruzione di macchinari, nello sviluppo di reti energetiche e tecnologie per le energie rinnovabili, nella fornitura di servizi e nella ricerca scientifica. Mi sembra dunque importante ribadire ancora la necessit\u00e0 di fare sistema. Non bisogna solo tentare di vendere prodotti finiti, ma \u00e8 fondamentale invece integrarsi nelle catene globali del valore, quindi anche attrarre talenti con la cooperazione scientifica, promuovere la nostra offerta turistica e culturale per fare brand awareness, creare joint ventures, attrarre investimenti e importare materie prime e semilavorati a prezzi pi\u00f9 competitivi.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia utilizza soltanto lo 0,88%, pari a circa 1,5 miliardi di euro, dei finanziamenti messi a disposizione dalla Asian Development Bank per la realizzazione di progetti di sviluppo nei Paesi dell\u2019area asiatica. Perch\u00e9 accade questo?<\/b><\/p>\n<p>Dagli anni \u201860 in poi abbiamo versato in ADB oltre 2,5 miliardi eppure la situazione \u00e8 quella che raccontano i numeri che lei cita. Se evidentemente lo scopo dell\u2019ADB \u00e8 assecondare lo sviluppo di quell\u2019area del mondo, non vi \u00e8 alcuna ragione per la quale le imprese italiane non debbano essere le beneficiarie di commesse almeno pari alla quota di capitale che l\u2019Italia versa ogni anno, ovvero l\u20191,81%. Il delta che si \u00e8 creato tra quanto versiamo in ADB e quanto riceviamo indietro \u00e8 dato dal fatto che l\u2019Asia \u00e8 un continente lontano e sterminato, che conosciamo poco e per il quale serve uno sforzo di comprensione maggiore. Il Sistema Paese deve fare di pi\u00f9 per far conoscere le opportunit\u00e0 che ci sono in Asia e con l\u2019ADB e fare da facilitatore delle relazioni. Dall\u2019altro lato, le imprese devono essere lungimiranti e investire in personale e conoscenza per radicarsi nei nuovi mercati, partecipare agli appalti e usufruire delle opportunit\u00e0 offerte. La guida che abbiamo realizzato con il MAECI e PwC va in questa direzione. I finanziamenti offerti da ADB non sono di pi\u00f9 difficile ottenimento di quelli europei o di altre istituzioni finanziarie, sono solo meno conosciuti.<\/p>\n<p><b>Quali sono i limiti incontrati dalle nostre aziende? Ritiene che l\u2019abitudine ancora poco radicata a prendere parte in raggruppamento d\u2019impresa alle gare possa rappresentare un limite, al pari della dimensione poco rappresentativa dei campioni italiani rispetto ai competitor internazionali? Come possono essere superati?<\/b><\/p>\n<p>I limiti sono essenzialmente due: la conoscenza delle opportunit\u00e0 e la volont\u00e0 di metterci testa e risorse. Sul primo limite deve lavorare il Sistema Paese nel suo complesso, sul secondo devono essere le imprese lungimiranti e uscire dalla logica che l\u2019internazionalizzazione si possa affrontare da amatori. Ci tengo a dire che un serio processo di internazionalizzazione si trasforma velocemente in maggiore giro d\u2019affari ed \u00e8 in tutto e per tutto assimilabile a un\u2019espansione aziendale, per tanto ricade totalmente nel rischio imprenditoriale. Le aziende che abbiamo incontrato, di cui abbiamo raccontato le esperienze con ADB, non sono dei colossi e rappresentano bene il tessuto imprenditoriale italiano. Non c\u2019\u00e8, quindi, una vera necessit\u00e0 di consorziarsi o essere campioni nazionali e internazionali. Non consiglierei a una micro-impresa a conduzione familiare di rivolgersi all\u2019ADB, ma una piccola impresa, con un po\u2019 di attivo, che decida di formare un proprio dipendente e di assumerne un altro e dedicarli a questa missione, pu\u00f2 vedere risultati gi\u00e0 in un anno.<\/p>\n\n\t\t<\/div>\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al presidente dell\u2019Associazione Italia-ASEAN, Enrico Letta, sull\u2019Asian Development Bank e gli sviluppi del commercio mondiale.<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":1421,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"_price":"","_stock":"","_tribe_ticket_header":"","_tribe_default_ticket_provider":"","_tribe_ticket_capacity":"0","_ticket_start_date":"","_ticket_end_date":"","_tribe_ticket_show_description":"","_tribe_ticket_show_not_going":false,"_tribe_ticket_use_global_stock":"","_tribe_ticket_global_stock_level":"","_global_stock_mode":"","_global_stock_cap":"","_tribe_rsvp_for_event":"","_tribe_ticket_going_count":"","_tribe_ticket_not_going_count":"","_tribe_tickets_list":[],"_tribe_ticket_has_attendee_info_fields":false,"_EventAllDay":false,"_EventTimezone":"","_EventStartDate":"","_EventEndDate":"","_EventStartDateUTC":"","_EventEndDateUTC":"","_EventShowMap":false,"_EventShowMapLink":false,"_EventURL":"","_EventCost":"","_EventCostDescription":"","_EventCurrencySymbol":"","_EventCurrencyPosition":"","_EventDateTimeSeparator":"","_EventTimeRangeSeparator":"","_EventOrganizerID":[],"_EventVenueID":0,"_OrganizerEmail":"","_OrganizerPhone":"","_OrganizerWebsite":"","_VenueAddress":"","_VenueCity":"","_VenueCountry":"","_VenueProvince":"","_VenueZip":"","_VenuePhone":"","_VenueURL":"","_VenueStateProvince":"","_VenueLat":"","_VenueLng":""},"categories":[92,513],"tags":[119,105,120,121,122],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.3 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Asian Development Bank: intervista E. 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